figlio di Danilo Dolci, ne è il testimone e in qualche modo l’erede, sia per il pensiero, sia per il suo operato come uomo e come intellettuale. Coniuga perfettamente i suoi studi di musicologo e di musicista con l’esercizio costante e il proseguimento di un metodo di comunicazione e di ascolto reciproco chiamato Maieutica reciproca, ideato dallo stesso Danilo. Dirige il Centro per lo sviluppo creativo Danilo Dolci.